La Strega – Camilla Lackberg

Linnea, una bambina di appena quattro anni, sparisce dalla sua casa di campagna nei dintorni di Fjallbacka, in Svezia. Qualche giorno dopo viene ritrovata priva di vita nei pressi di uno stagno nel bosco. La casa da cui è sparita, l’età della bambina ed il luogo del ritrovamento sono terribilmente legati ad un altro caso di cronaca avvenuto trent’anni prima. Soltanto il nome è diverso; quella bambina si chiamava Stella. Ai tempi erano state accusate del crimine due tredicenni – Helen e Marie – che avevano confessato per poi ritrattare subito dopo. In seguito a quel brutto episodio le ragazze hanno preso strade diverse; Helen è rimasta a Fjallbacka, si è sposata e conduce una vita semplice mentre Marie è diventata un star di Holliwood. La morte della piccola Linnea, però, coincide proprio con il ritorno di quest’ultima nella città natale per girare un film.

Non le serviva un grande sforzo per calarsi nella parte, per fingere di essere qualcun altro. Aveva imparato a farlo già da piccola. Bugie o teatro, la differenza era sottilissima, e lei aveva imparato presto a dominare entrambi.

L’entrata in scena di Marie riporta inevitabilmente a galla vecchi sospetti, pettegolezzi e rancori che si mischiano a quelli nuovi. Perché, si sa, “il paese è piccolo e la gente mormora“; ci vuole poco ad accendere gli animi provocando un’insensata caccia alle streghe.

“E’ paura” disse. “Paura di ciò che non si conosce. Da sempre la gente dà la colpa a quelli che sono arrivati da fuori. E’ più semplice che pensare che possa trattarsi di qualcuno che conoscono.”

Fjallbacka

Un giallo, quello della Lackberg, che tiene con il piato sospeso dall’inizio alla fine. C’è stato un momento in cui, con delusione, ho creduto di aver trovato la soluzione e che quest’ultima fosse enormemente banale. E’ stato lì che la scrittrice ha cambiato le carte in tavola facendomi ricredere ed anche vergognare della mia superficialità. La Lackberg, però, va oltre il giallo classico creando, attorno alla storia principale, un universo di altre storie non meno importanti. Ci sono drammi familiari: segreti e bugie sepolti da tempo e che, una volta riesumati, creano danni irreparabili. Si parla di immigrazione, integrazione, bullismo e di come le colpe dei genitori ricadano sui figli.

Le affondò il naso nei capelli, la cinse con le braccia e sentì sotto le dita la carne morbida. Avrebbe voluto che lei si vedesse come la vedeva lui. Non avrebbe cambiato nulla di lei, neppure se avesse potuto. Solo che lei era come lui. Con l’animo in frantumi. Non c’erano parole che potessero rimetterli insieme.

Ogni personaggio ha una psicologia profonda e complessa e, una trama spezzettata, tiene alta la tensione per tutto il tempo. Per finire: tutto questo cosa ha a che fare con una donna che, nel 1671, fu accusata di stregoneria e processata? Non vi resta che scoprirlo buttandovi a capofitto tra le pagine di questo affascinante romanzo.

Camilla Lackberg a Fjallbacka

Un consiglio? Non fate come me! Il libro qui descritto è il decimo di una serie ma, per ciò che mi riguarda, è stato il primo che ho letto dell’autrice. Ogni caso è a sé ma ci sono delle vicende che riguardano alcuni dei protagonisti che si evolvono con il passare dei libri.

Buona lettura.

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