Stephen King

Stephen King è tra i miei scrittori preferiti ma, devo ammetterlo, non è stato un colpo di fulmine. La prima volta che presi in mano uno dei suoi romanzi – Cose preziose – non fui in grado di leggerne più di qualche pagina. Complice la mia giovane età (all’epoca avevo circa 13 anni), rimasi confusa dalla gran quantità di personaggi e dal suo saltare dall’uno all’altro senza un filo logico (allora così mi era sembrato). Parecchi anni più tardi un amico mi prestò La bambina che amava Tom Gordon. Lo lessi con piacere ma senza trovarlo eccezionale. Fu la serie de La torre nera a farmi innamorare del Genio dell’Horror. In seguito arrivarono Misery, Le notti di Salem, L’ombra dello scorpione e rilessi Cose preziose. Li trovai uno più spettacolare dell’altro. Da quel momento non mi sono più fermata diventando una vera e propria drogata di Stephen King. Certo, non tutti i suoi libri mi hanno provocato lo stupore tipico di una scoperta e non tutte le volte mi è partita l’esclamazione: “Ma questo è un grande!“. Però non sono mai stata delusa e, questo, è importante.

L’essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.

dall’antologia di racconti “A volte ritornano”
Donald Edwin King

Stephen Edwin King nasce a Portland, nello stato del Maine il 21/09/1947. Il padre è Donald Edwin King (nato David Spansky); un impiegato porta a porta della Elettrolux, ex capitano della marina mercantile e impegnato, fino al 1945, nella II Guerra Mondiale. La madre è Nellie Ruth Pillsbury King; una casalinga di origini modeste. Stephen ha anche un fratello maggiore – David Victor – adottato dai coniugi King nel 1945.

Stephen King con la mamma Nellie Ruth Pillsbury ed il fratello adottivo David Victor.

Nel 1949, a causa di problemi familiari, il padre esce di casa per una passeggiata e non fa più ritorno. La famiglia inizia a spostarsi da uno Stato all’altro. Si trasferiscono, per brevi periodi, in Indiana, a Miluwakee e di nuovo nel Maine. In quegli anni la mamma di Stephen è costretta a districarsi tra molti lavori umili per assicurare ai figli una buona educazione. Ricordando quel periodo Stephen dirà: <<Non avemmo mai una macchina, ma non saltammo mai un pasto.>>

Stephen King ai tempi delle elementari

Appena iniziata la prima elementare il piccolo King si ammala. Colpito prima dal morbillo, ha poi problemi alla gola e alle orecchie. La madre lo ritira da scuola e, mentre si trova costretto a casa, il giovane Stevi inizia a scrivere. Copia i dialoghi dei fumetti a cui aggiunge descrizioni personali. A dodici anni rinviene, nella soffitta della zia, i libri del padre, appassionato di Poe, Lovecraft e Matheson. In quel momento scopre che l’uomo non era solo un girovago ed un marinaio (come raccontato dalla famiglia) che si era ridotto a vendere elettrodomestici porta a porta, ma anche un aspirante scrittore affascinato dalla fantascienza e dall’horror.

Stephen con il fratello David

Nel 1959 Stephen inizia a scrivere per un piccolo giornale prodotto dal fratello maggiore in tiratura limitata e distribuito a vicini di casa e amici. Un anno dopo invia il suo primo racconto ad una rivista – lo Spaceman – che non lo pubblicherà mai.

Lisbon High school, Maine

Nel 1962 inizia a frequentare la Lisbon High School, nei pressi di Durham. Scrive diversi racconti; spesso semplici trasposizioni dei film visti al drive-in. In particolare, sarà il film Il pozzo e il pendolo tratto dal racconto di Poe ad ispirarlo. Tornato a casa realizza una trasposizione dello stesso, ne stampa una quarantina di copie e il giorno seguente le vende a scuola. Scoperto dagli insegnanti, sarà obbligato a restituire i soldi.

Durante il secondo anno alla Lisbon High School diventa direttore del giornale scolastico che, però, non ha molta fortuna. Decide, allora, di realizzare un giornale umoristico – The village vomit – dove prende in giro i professori. Il giornale riscuote successo tra gli studenti, ma non piace ai professori che lo spediscono in punizione per una settimana. Il giovane scrittore viene presto chiamato a far parte di un vero giornale, il Lisbon enterprise, settimanale di Lisbon dove inizia a scrivere di incontri sportivi.

Dopo il diploma, nel 1966, si iscrive all’Università del Maine, a Orono, dove studia letteratura. Per pagarsi la scuola lavora anche in estate e, nel 1967, vende per la prima volta un racconto a una rivista, ricevendo un compenso di 35 dollari. Qualche mese dopo scrive il romando La lunga marcia che, sottoposto al giudizio di un agente letterario, non viene pubblicato ma ottiene una buona critica da parte di quest’ultimo.

Stephen King

Nel 1969 ottiene uno spazio regolare sulla rivista The Maine campus con una rubrica chiamata King’s Garbage Truck (letteralmente Il camion della spazzatura di King). Scrive racconti ed è capace di farlo perfettamente anche cinque minuti prima che il giornale vada in stampa. Proprio in questo periodo conosce Tabitha Jane Spruce, poetessa e laureanda in storia, che, nel 1971, diventerà sua moglie.

King’s garbage truck

Nel 1970, dopo la laurea, ottiene il certificato per l’insegnamento nelle scuole superiori ma, per un anno, è costretto a fare i lavori più svariati come il bibliotecario, il benzinaio e l’inserviente in un lavanderia industriale. Troverà poi un posto da insegnante di lettere alla Hampden Academy di Hampden, nel Maine.

La famiglia King posa per People (la rivista)

Dopo la nascita della prima figlia – Naomi Rachel – la famiglia si trasferisce Bangor e King comincia a scrivere L’uomo in fuga. Nel 1972 arriva il secondo figlio, Joseph Hillstrom (il terzo sarà Owen Phillip), ed iniziano i primi problemi economici. Stephen sopravvive vendendo racconti a riviste maschili come Cavalier (molti di questi verranno raccolti in A volte ritornano, la sua prima antologia di racconti, pubblicata nel 1978) ma non riesce comunque a pagare le bollette. Rinuncia prima al telefono, poi all’automobile; inizia a bere ed a far uso di cocaina.

Tabitha Jane Spruce

Nel 1974, finalmente, Stephen riesce a pubblicare il suo primo romanzo – Carrie – ricevendo dalla casa editrice Doubleday un assegno di 2500 dollari. L’autore ha sempre sostenuto che fu la moglie Tabitha ad incoraggiarlo a far visionare il romanzo ad un editore, in quanto lui non riponeva in questa storia nessuna fiducia. Carrie passa inosservato in edizione rilegata, ma ha un enorme successo in edizione economica, superando il milione di copie vendute. Oltre che alla sua quota per i diritti dell’edizione economica, è anche grazie alla vendita dei diritti per la trasposizione cinematografica che King può permettersi di abbandonare l’insegnamento e dedicarsi definitivamente alla scrittura.

I libri successimi, Le notti di Salem (1975) e Shining (1977), hanno ancora più successo ma, proprio in questo periodo, Stephen viene colpito da un grave lutto. Sua madre muore di cancro ed i problemi con alcol e droga peggiorano. La sua tossicodipendenza verrà a lungo sottovalutata a causa del fatto che non incide negativamente sul suo lavoro .

E’ così che va nella vita. Sei lì a scivolare via sul velluto, con tutto quanto che quadra secondo il manuale, poi commetti un piccolo errore e trac! Ti casca addosso il cielo.

dal libro “Il miglio verde”
La villa dei King a Bangor, Maine

Nel 1980 lo scrittore acquista una villa a Bangor, in stile vittoriano con ventotto camere, e ci si trasferisce con la famiglia. In quegli anni pubblica L’incendiaria e Dance macabre. Inizia la stesura di IT mentre al cinema esce il film di Kubrick con Jack Nicholson basato sulla storia di Shining. Nel 1984 pubblica la sua prima opera a quattro mani scritta con l’amico Peter Straub, Il talismano. Alla fine degli anni ’80 la famiglia interviene per far fronte ai problemi di tossicodipendenza di Stephen portandolo ad iniziare un processo di disintossicazione.

Stephen King con la sua Harley Davidson

Nel 1994 esce Insomnia; romanzo che lo scrittore lancia recandosi di persona nelle librerie del paese in sella alla sua Harley Davidson. King è un grande appassionato di rock (musica che ascolta anche quando scrive), suona in una rock band – la The bottom remainders – composta unicamente da scrittori e, quell’anno, inizia una tournée musicale nella East Coast.

The Rock bottom remainders. Rock band composta da soli scrittori di cui fa parte anche Stephen King

Nel 1996 pubblica Il miglio verde in sei puntate con cadenza mensile. Qualche anno dopo, quest’ultimo, diventerà un film di successo con Tom Hanks nei panni di una guardia carceraria nel braccio della morte.

Nell’estate del 1999, King riprende il saggio sulla scrittura – On Writing: autobiografia di un mestiere – iniziato a fine 1997 e accantonato nei primi mesi del 1998. E’ il 19 Giugno quando, dopo aver accompagnato all’aeroporto il figlio Owen, intorno alle sedici intraprende la sua solita camminata di 7 km lungo la Route 5, nei dintorni di Center Lovell, nel Maine occidentale. Bryan Smith, quarantaduenne con precedenti, è alla guida del suo minivan Dodge blu quando, distratto dal suo rottweiler, saltato sul sedile posteriore dove si trova un frigorifero con della carne, perde il controllo del mezzo ed investe lo scrittore che sta camminando sul ciglio della strada. King subisce traumi gravi: polmone destro perforato, gamba destra fratturata, colonna vertebrale lesa in otto punti, quattro costole rotte e lacerazione del cuoio capelluto. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Bridgton, viene poi trasferito in elicottero al Central Maine Medical Center di Lewiston dove viene ricoverato per tre settimane. Si sottopone a ben sette operazioni chirurgiche e, per un periodo, è costretto ad interrompere i suoi lavori di scrittura. Inizialmente, King accetta le scuse dell’investitore ma poi decide di denunciarlo per fargli ritirare la patente. Tabitha, sua moglie, ha poi acquistato il minivan all’asta mandandolo dallo sfasciacarrozze.

Stephen King dopo l’incidente

Nei primi anni 2000 Stephen pubblica su Internet una storia a puntate, The plant. il progetto resta incompiuto anche perché molti scaricano i capitoli senza pagare. Nel 2002 annuncia alla rivista Entertainment Weekly, per la quale fino al 2003 scrive la rubrica The pop of King, di voler smettere di pubblicare. Fortunatamente per i suoi fan, non mantiene questa linea e, negli anni successivi ed ancora oggi, continua a sfornare un successo dietro l’altro.

Il 10 Settembre 2015 riceve dal presidente Obama la National Medal of Arts e, poco dopo, gli viene intitolata una cattedra all’Università del Maine ad Orono. Nel 2017 esce il primo romanzo scritto assieme al figlio Owen, Sleeping beauties. Il prossimo libro, The istitute, uscirà negli Usa il 10 settembre 2019.

Il Presidente Obama consegna la National Medal of Arts a Stephen King

Stephen King, nell’arco della sua carriera, ha scritto oltre ottanta opere (alcune con lo pseudonimo di Richard Bachman) e, dai suoi romanzi, sono stati tratti circa quaranta tra film e miniserie televisive. Dice di scrivere 500 parole dalle 8.30 alle 11.30, ogni giorno, ad eccezione del giorno di Natale, del giorno del Ringraziamento e del suo compleanno. E’ lo scrittore più pagato del mondo nonostante per lungo tempo sia stato sottostimato dalla critica tanto da essere definito dal Times Maestro della prosa post-alfabetizzata“.

Penso che siamo tutti malati di mente. Quelli di noi fuori dai manicomi lo nascondono solo un po’ meglio.

Stephen King

Quasi tutti i suoi romanzi sono ambientati nel Maine, in città immaginarie come Castle Rock e Derry. Nelle sue storie troviamo il bello dell’America pulita e ordinata che vive nel benessere, mescolato al male che si nasconde dietro alle facciate. Alcolismo, dipendenza dai farmaci, violenze familiari, difficile rapporto padre e figlio sono tra i temi trattati in tutte le sue opere, indipendentemente dalla trama principale. Ammirabile la sua capacità di creare personaggi variopinti, con un loro lato oscuro ed una psicologia profonda. King riesce a mescolare generi diversi – fantasy, horror, fantascienza – con abilità, aggiungendo momenti di scrittura profonda e commovente. La difficoltà, nelle storie che racconta, sta nel rendere verosimile, per il lettore, ciò che è surreale. E’ così che pagliacci assassini, macchine possedute, vampiri e viaggi avanti e indietro nel tempo sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo e ci appaiono possibili mentre ci immergiamo tra le righe scritte da uno dei più grandi storyteller dei nostri tempi.

Modellino della città di Derry ricreata da un fan di Stephen King

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